Allevamento Lagotto Romagnolo, Bovaro del Bernese, Bovari Dell'appenzel
È una razza molto rustica ma un allevamento attento e responsabile è di fondamentale importanza per scongiurare l’aumento d’incidenza di patologie ereditarie. Al momento non sono segnalate malattie ereditarie di tipo autosomico recessivo o tumorali.
Conosciamole insieme…
Le patologie riconosciute nella razza si possono dividere in 2 grandi gruppi:
-> Patologie osteoarticolari (displasia dell’anca, displasia del gomito, lussazione della rotula e osteocondrite dissecante della spalla);
-> Patologie genetiche
L’obiettivo del nostro allevamento é di far riprodurre soggetti sani ed esenti dalle patologie della razza. Ogni riproduttore ha il DNA depositato presso l’ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana).
Inoltre nei riproduttori viene valutata la dentatura ; lo standard di razza ammette la dentatura a forbice. Di seguito verranno descritte le patologie.
Patologia ortopedica che consiste nella malformazione dell’articolazione coxo-femorale che si sviluppa durante l’accrescimento. Il cucciolo affetto da displasia presenta un’incongruenza tra la testa del femore e la cavità acetabolare che si associa ad instabilità dei capi articolari. Il movimento causa una progressiva usura dei margini articolari cui consegue la degenerazione della cartilagine articolare. Con il passare del tempo, si sviluppa un’artrosi cronica progressiva e dolorosa, talvolta invalidante per il soggetto colpito.
La displasia dell’anca è una PATOLOGIA MULTIFATTORIALE, ossia numerosi fattori entrano in gioco, quali: genetici ereditari, ambientali, nutrizionali.
Nell’espressione dell’entità della patologia e quindi del grado di displasia sono coinvolti anche importanti fattori ambientali quali l’alimentazione, il tipo e la quantità d’esercizio fisico, eventuali traumi e possibili malattie concomitanti.
I fattori ambientali sono in grado di incidere sul grado della displasia, quindi sulla gravità dell’espressione della malattia, ma la presenza/assenza di questa malformazione scheletrica è di base genetica. Nelle displasie monolaterali, in cui un’anca appare normale e l’altra degenerata, la causa va ricercata in altri fattori quali i traumi e/o le malformazioni lombosacrali (non in cause genetiche).
La modalità di trasmissione ereditaria è di tipo poligenico, la malattia può essere trasmessa da un genitore ad un discendente anche se il genitore non presenta displasia, perché portatore sano dei geni della malattia.
La displasia, infatti, non si esprime in tutti i soggetti geneticamente colpiti, ma solo in una parte di essi e in maniera diversa (diversi gradi di displasia).
I riproduttori vengono testati dai 12 mesi con delle radiografie ufficiali effettuate da veterinari certificati per la lettura (Ce.LeMasche o F.S.A).
L’ENCI consiglia di utilizzare in riproduzione soggetti di grado A, B, C (da valutare)
La selezione di soggetti controllati ed esenti da tali patologie permette di diminuire l’incidenza di queste patologie nella razza.
Approfondimenti: FSA-displasia anca e CeLeMasche-displasia anca
Patologia scheletrica tipica del cane in accrescimento; comporta uno sviluppo anomalo dell’articolazione del gomito con comparsa progressiva di artrosi e dolorabilità espressa con zoppia variabile e diminuzione della mobilità dell’arto. La displasia del gomito comprende quattro patologie primarie, quali:

Le cause delle patologie primarie non sono attualmente definite ma si considera un’eziologia multifattoriale con dei fattori predisponenti quali l’osteocondrosi, la crescita asincrona tra radio e ulna e la componente genetica.
La componente genetica che sta alla base della predisposizione del soggetto a sviluppare la displasia del gomito è di tipo poligenico, come per la displasia dell’anca, coinvolgendo molteplici geni e senza una trasmissione diretta. Nell’espressione della gravità della patologia sono interessati anche importanti fattori ambientali quali l’alimentazione, il tipo e la quantità di esercizio fisico che possono aggravare, ma non causare la displasia.
La displasia di gomito inizia a manifestarsi in soggetti in accrescimento, di età compresa tra 4 e 7 mesi, ed appartenenti a razze di taglia media, grande e gigante. Nei soggetti adulti i segni clinici sono secondari all’artrosi che ne consegue.
La diagnosi viene effettuata con uno esame radiografico ufficiale dai 12 mesi, e le Centrali di lettura effettuano una classificazione da grado 0 (gomito normale) a grado 3 (artrosi grave). L’ENCI ammette alla riproduzione i soggetti con grado 0, BL e 1.
La selezione di soggetti controllati ed esenti da tali patologie permette di diminuire l’incidenza di queste patologie nella razza.
Approfondimenti: FSA-displasia gomito , CeLeMasche-displasia del gomito
La lussazione della rotula (o patella) è una patologia ortopedica che consiste nella dislocazione della rotula dalla sua posizione fisiologica all’interno del solco trocleare del femore. 
La patologia è un sintomo di un errato allineamento dell’arto posteriore che porta ad una deviazione dell’asse femoro-tibio-rotuleo. La lussazione può essere mediale (verso l’interno), tipica dei cani di taglia toy-piccola, o laterale (verso l’esterno), nelle razze medio-grandi.
Il cane affetto da lussazione rotulea presenta una zoppia che può essere di diversa entità in relazione ai gradi di lussazione, alla gravità delle lesioni articolari ed alla taglia del cane, con una sintomatologia più evidente nei cani più pesanti. Talvolta la lussazione di rotula può favorire la rottura del legamento crociato craniale.
La diagnosi di lussazione rotulea avviene clinicamente con il cane sveglio (non sedato); viene effettuata mediante palpazione e manipolazione del ginocchio e della zampa per definire un grado.
Il grado di lussazione è classificato, mediante la visita clinica, in 4 gradi (dal grado 0 al grado 4). La diagnosi ufficiale di lussazione rotulea può essere eseguita da veterinari referenti FSA-CeLeMasche che abbiano seguito un corso con esecuzione di una prova pratica. La diagnosi di lussazione di rotula è una diagnosi clinica (di palpazione e manipolazione della rotula) e non radiografica che viene effettuata dopo i 12 mesi d’età.
L’ENCI consiglia di usare in riproduzione soggetti di GRADO 0 e 1.
Approfondimenti: FSA-rotula, CeLeMasche-rotula
L’Osteocondrite dissecante, comunemente nota come OCD, è una malattia della cartilagine che può colpire diverse articolazioni del cane. Le più colpite sono la spalla, il ginocchio, il gomito ed il garretto.
In ogni articolazione del corpo le superfici ossee a contatto sono rivestite da uno strato liscio e spesso di cartilagine che agendo come un cuscino protegge l’osso sottostante dai traumi. Durante la fase di crescita quando la cartilagine è ancora sottile e delicata, microtraumi ripetuti possono portare a una interruzione nella fornitura di sangue dai vasi capillari che arrivano attraverso l’osso. Il risultato finale è un’anomalia dell’ossificazione endocondrale con mancata ossificazione degli strati più profondi della cartilagine e conseguente ispessimento anomalo focale della cartilagine articolare. La cartilagine che si forma è quindi meno resistente alle sollecitazioni meccaniche. Questa fase è detta “Osteocondrosi”.
Quando con il prosieguo della patologia si ha la reale separazione tra questa regione di cartilagine ispessita e l’osso sottostante, la patologia viene definita “Osteocondrite dissecante”.
Sono state descritte quattro gradi di Osteocondrite dissecante.
Il 1° grado, il più lieve, si identifica come una superficie articolare macroscopicamente normale con solo un piccolo difetto sotto-cartilagineo. Nel 4° grado, invece si ha una vera e propria separazione della cartilagine articolare dall’osso sottostante con la formazione di un flap.
La causa di Osteocondrite dissecante è considerata multifattoriale. Si pensa che, oltre ai traumi ci siano diversi fattori che contribuiscono alla formazione di lesioni OCD. Fattori genetici, la crescita rapida, squilibri ormonali, ed eccessi nutrizionali.
Malattia limitata agli animali a rapida crescita delle razze più grandi ed i maschi sono generalmente più frequentemente colpiti rispetto alle femmine. La nutrizione svolge un ruolo nello sviluppo di osteocondrosi soprattutto attraverso un elevato apporto calorico. Il fatto che alcune razze siano più frequentemente affette dalla patologia suggerisce che molto probabilmente esiste una predisposizione ereditaria per l’osteocondrosi.
Questa patologia è segnalata prevalentemente nelle razze di grande taglia, in particolare è stata evidenziata una notevole incidenza in terranova, labrador retriever, golden retriever, bovaro del bernese, chow chow, rottweiller, setter, dalmata e pastore tedesco ma non è escluso che possa colpire qualsiasi razza. In particolare è stata segnalata anche in cocker spaniel, springer spaniel, Scotch terrier, whippet, border collie, beagle e anche nel barboncino.
L’età d’insorgenza della patologia è in media di 5-8 mesi.
Sembra che il dolore compaia quando le fessure che separano la zona di cartilagine calcificata e l’osso subcondrale si estendono, con la conseguente creazione di un flap che espone l’osso subcondrale al liquido sinoviale.
La sintomatologia varia molto a seconda che si tratti di una patologia mono o bilaterale (molto diffusa). Nella monolaterale la zoppia può essere da lieve a molto evidente con periodi di miglioramento dopo il riposo ma che aumenta con l’incremento dell’attività. Oltre a questo sono presenti segni clinici quali atrofia muscolare dell’arto interessato, riduzione del range di movimento articolare con dolore ai movimenti passivi.
Nella patologia bilaterale, avendo male su entrambe le spalle, il cane più che mostrare una evidente zoppia, è restio a muoversi e vuole riposarsi spesso durante l’attività.
La diagnosi è inizialmente clinica. I sintomi e la visita portano ad un sospetto della patologia. La conferma è però essenzialmente radiografica.
Raramente è necessario utilizzare la TAC, principalmente nelle lesioni del gomito e del garretto.
La diagnosi ufficiale di OCD spalla può essere eseguita da veterinari referenti FSA-CeLeMasche che siano abilitati alla lettura delle radiografie che potrà essere effettuata dopo i 12 mesi d’età.
L’ENCI consiglia di usare in riproduzione soggetti di GRADO 0-ESENTE.